Voci, televisione accesa fino a tardi, musica, sedie trascinate e bambini che sembrano allenarsi per il salto triplo. I rumori dei vicini possono trasformare un’abitazione altrimenti confortevole in un luogo dal quale si desidera soltanto scappare.
Prima di rivestire una parete con il primo prodotto “fonoassorbente” trovato online, bisogna però capire come arriva il rumore. Una soluzione efficace contro le voci può servire poco contro i passi provenienti dal piano superiore. Un controsoffitto può migliorare la situazione, ma non sempre riesce a fermare un rumore che si propaga attraverso l’intera struttura.
L’isolamento acustico funziona quando viene progettato sul percorso reale del suono.
Quale rumore sentiamo?
I rumori provenienti dagli appartamenti vicini possono essere divisi in tre categorie principali.
Rumori aerei
Sono quelli che si propagano inizialmente nell’aria:
- conversazioni;
- televisione;
- musica;
- cani che abbaiano;
- strumenti musicali;
- urla;
- elettrodomestici.
Il suono mette in vibrazione la parete o il solaio divisorio, che a sua volta lo trasmette nell’appartamento confinante.
Rumori da calpestio e urti
Nascono da un contatto diretto con la struttura:
- passi;
- tacchi;
- sedie trascinate;
- oggetti che cadono;
- bambini che corrono;
- lavatrici che vibrano;
- attività sportive in casa.
La vibrazione si trasmette nel solaio e può raggiungere pareti, pilastri e altri elementi dell’edificio. Per questo, a volte, un colpo proveniente dal piano superiore sembra arrivare da una parete laterale.
Rumori degli impianti
Possono provenire da:
- ascensori;
- autoclavi;
- pompe di calore;
- caldaie;
- ventilatori;
- tubazioni;
- scarichi;
- cancelli automatici;
- unità esterne dei climatizzatori.
In questi casi bisogna intervenire soprattutto sulla macchina, sui collegamenti rigidi e sui punti attraverso i quali le vibrazioni entrano nella struttura.
Fonoassorbimento e isolamento acustico sono due cose diverse
Uno degli errori più comuni consiste nell’acquistare pannelli fonoassorbenti pensando che possano bloccare il rumore del vicino.
I materiali fonoassorbenti riducono il riverbero all’interno di una stanza. Sono utili in uffici, ristoranti, sale riunioni, studi musicali e ambienti nei quali la voce rimbomba.
Per limitare la trasmissione tra due appartamenti servono invece:
- massa;
- separazione tra le strutture;
- materiali resilienti;
- intercapedini;
- tenuta all’aria;
- eliminazione dei collegamenti rigidi.
Incollare pannelli piramidali di gommapiuma sulla parete farà assomigliare la camera a uno studio per podcast. Il vicino, nel frattempo, continuerà a partecipare alla vostra vita domestica.
Se sento le voci dalla parete confinante
La soluzione più comune è una controparete acustica realizzata sul lato dell’appartamento disturbato.
Una controparete efficace può essere composta da:
- struttura metallica indipendente o correttamente disaccoppiata;
- nastri resilienti lungo il perimetro;
- intercapedine riempita con materiale fibroso;
- doppio rivestimento con lastre ad alta densità;
- sigillatura acustica di bordi, giunti e attraversamenti.
Il principio è creare un sistema formato da strati con massa diversa, separati da un’intercapedine elastica. La parete nuova non dovrebbe essere collegata rigidamente a quella esistente più del necessario.
Una soluzione di questo tipo richiede normalmente la perdita di circa 8-15 centimetri di spazio, in funzione della stratigrafia e delle prestazioni richieste.
Attenzione alle prese elettriche
Scatole elettriche contrapposte, canalizzazioni, fori, crepe e giunti non sigillati possono compromettere l’intera controparete.
Il suono passa con sorprendente efficienza attraverso aperture molto piccole. Spendere migliaia di euro per una parete acustica e lasciare una scatola elettrica aperta equivale a montare una porta blindata tenendo la finestra aperta.
Se il rumore arriva dal piano superiore
Per i rumori da calpestio, l’intervento più efficace si esegue nell’appartamento dove nasce il disturbo.
La soluzione corretta consiste generalmente in:
- pavimento galleggiante;
- materassino resiliente;
- massetto separato dalle pareti;
- fasce perimetrali;
- corretta posa del pavimento;
- disaccoppiamento di battiscopa e soglie.
Il problema è che il vicino del piano superiore potrebbe non avere alcuna intenzione di demolire il pavimento per migliorare la vita di chi abita sotto.
Il controsoffitto acustico può aiutare?
Un controsoffitto realizzato con pendini antivibranti, materiale fibroso nell’intercapedine e doppie lastre può attenuare le voci, la televisione e una parte dei rumori da urto.
I risultati sui passi dipendono però dalla struttura dell’edificio. Le vibrazioni possono aggirare il controsoffitto e scendere attraverso pareti, travi e pilastri.
Un controsoffitto rigido, fissato direttamente al solaio, offre prestazioni limitate. Per ottenere un miglioramento apprezzabile servono:
- pendini o profili antivibranti;
- intercapedine sufficientemente profonda;
- materiale fibroso;
- più strati di rivestimento;
- sigillatura perimetrale;
- controllo delle trasmissioni laterali.
Prima di realizzarlo conviene verificare anche la perdita di altezza interna e la presenza di finestre, cassonetti, impianti e porte.
Perché il rumore passa anche dalle pareti laterali?
Il percorso diretto attraverso il divisorio è soltanto uno dei possibili.
Il suono può propagarsi attraverso:
- pareti ortogonali;
- solai;
- pilastri e travi;
- facciate;
- cavedi impiantistici;
- canne fumarie;
- tubazioni;
- controsoffitti continui tra più locali;
- pavimenti posati senza separazione;
- vani scala.
Questi percorsi vengono chiamati trasmissioni laterali o fiancheggianti.
Se la parete divisoria è discreta ma le facciate e i solai sono leggeri, il rumore può aggirarla. Aggiungere altri strati soltanto sulla parete principale, in quel caso, porta a miglioramenti inferiori alle aspettative.
È uno dei motivi per cui una valutazione acustica precedente ai lavori può far risparmiare denaro.
Musica e bassi sono più difficili da fermare
Le basse frequenze prodotte da subwoofer, casse acustiche, impianti home cinema e strumenti musicali attraversano più facilmente le strutture.
Per limitarle servono generalmente:
- maggiore massa;
- intercapedini più profonde;
- disaccoppiamento accurato;
- riduzione dei ponti rigidi;
- trattamento della sorgente;
- supporti antivibranti per casse e apparecchiature.
Nei casi più problematici può essere necessario un sistema simile a una “stanza nella stanza”, con pavimento, pareti e soffitto separati dalla struttura principale.
Si tratta di interventi invasivi. Per un subwoofer utilizzato durante la notte, convincere il proprietario a spostarlo o limitarne il volume rimane spesso tecnicamente più efficiente di ricostruire mezzo appartamento.
Porte, finestre e cassonetti
Se il rumore arriva dal vano scala, la parete confinante potrebbe non essere il problema principale. Bisogna controllare:
- porta d’ingresso;
- guarnizioni;
- soglia inferiore;
- spioncino;
- fessure lungo il telaio;
- eventuali griglie di ventilazione.
Per il rumore esterno sono invece importanti:
- vetri stratificati acustici;
- composizione asimmetrica delle lastre;
- tenuta del serramento;
- posa del controtelaio;
- cassonetto della tapparella;
- prese d’aria.
Un serramento dichiarato molto performante può perdere gran parte del proprio isolamento se viene posato male o se il cassonetto rimane un semplice contenitore di legno sottile aperto verso l’interno.
Sostituire le finestre serve poco quando il rumore proviene dall’appartamento confinante attraverso una parete interna.
Un armadio contro la parete può bastare?
Un armadio pieno o una libreria pesante possono produrre un piccolo miglioramento, soprattutto alle frequenze medio-alte. Difficilmente risolvono un problema importante.
Possono essere utili come intervento provvisorio, insieme a:
- spostamento del letto;
- guarnizioni sulle porte;
- tappeti;
- piedini antivibranti;
- chiusura delle fessure;
- diversa disposizione degli arredi.
Tappeti e feltrini sono molto più efficaci se installati nell’appartamento dove nasce il rumore. Un tappeto posato nell’abitazione sottostante non può impedire al solaio superiore di vibrare.
Come capire da dove passa il rumore
Una prima analisi può essere effettuata osservando:
- in quali stanze il rumore è più intenso;
- se aumenta vicino a pareti, soffitto o cavedi;
- quali rumori risultano più fastidiosi;
- in quali orari si presentano;
- se si tratta di suoni continui, impulsivi o intermittenti;
- se cambia aprendo e chiudendo porte o finestre.
Nei casi complessi è possibile eseguire misure fonometriche e prove di isolamento.
Le verifiche possono comprendere:
- isolamento ai rumori aerei tra appartamenti;
- livello di rumore da calpestio;
- rumore degli impianti;
- ricerca dei percorsi laterali;
- misure all’interno degli ambienti disturbati.
Quando la valutazione deve avere valore tecnico o essere utilizzata in una contestazione, è opportuno rivolgersi a un tecnico competente in acustica, iscritto nell’elenco nazionale ENTECA.
L’edificio doveva già essere isolato?
Il DPCM 5 dicembre 1997 stabilisce i requisiti acustici passivi degli edifici e considera, tra gli altri aspetti:
- isolamento tra differenti unità immobiliari;
- isolamento delle facciate;
- rumore da calpestio;
- rumore prodotto dagli impianti.
L’applicazione concreta dipende dall’epoca di costruzione, dal titolo edilizio e dagli interventi eseguiti sull’immobile. Un edificio degli anni Sessanta non è automaticamente tenuto a possedere le prestazioni oggi richieste a una nuova costruzione.
In un edificio recente o completamente ristrutturato, prestazioni molto scarse possono invece derivare da:
- errori di progetto;
- assenza del materassino anticalpestio;
- collegamenti rigidi;
- divisori realizzati diversamente dal progetto;
- attraversamenti impiantistici;
- posa non corretta dei materiali.
Prima di intervenire dall’interno dell’appartamento disturbato conviene quindi capire se esiste un difetto costruttivo e chi ne sia responsabile.
Quando il rumore supera la normale tollerabilità?
L’articolo 844 del Codice civile disciplina le immissioni di rumore tra proprietà confinanti e fa riferimento alla normale tollerabilità, valutata considerando anche le condizioni dei luoghi.
Non esiste un unico valore in decibel che risolva automaticamente qualsiasi lite condominiale. La valutazione dipende da:
- intensità del rumore;
- durata;
- orario;
- frequenza degli episodi;
- rumore di fondo;
- caratteristiche della zona;
- tipo di sorgente;
- ambienti disturbati.
Il quadro generale è completato dalla Legge 447/1995, dai regolamenti locali e dalle norme condominiali.
Per i normali rumori domestici la strada più sensata parte generalmente dal confronto con il vicino e dall’intervento dell’amministratore. Se il disturbo continua, diventa utile documentare giorni, orari e tipologia degli episodi e valutare una misurazione tecnica.
Cosa fare, in ordine
1. Identificare il rumore
Bisogna distinguere voci, musica, calpestio, urti e impianti.
2. Individuare il percorso
Parete, soffitto, pavimento, vano scala, cavedio o struttura laterale possono richiedere soluzioni differenti.
3. Verificare la possibilità di intervenire alla sorgente
Un materassino sotto il pavimento del vicino funziona meglio di molti controsoffitti realizzati nell’appartamento sottostante.
4. Definire il risultato atteso
Eliminare completamente ogni suono è difficile. Ridurre le conversazioni fino a renderle incomprensibili è un obiettivo diverso dal non sentire più alcun passo.
5. Progettare i dettagli
Spessori, materiali, collegamenti, prese elettriche, bordi e attraversamenti incidono quanto la stratigrafia principale.
6. Controllare l’esecuzione
Una piccola connessione rigida o un giunto aperto possono ridurre sensibilmente le prestazioni dell’intervento.
Qual è la soluzione migliore?
Non esiste un unico pannello capace di risolvere tutti i rumori condominiali.
In linea generale:
- per le voci attraverso una parete serve una controparete disaccoppiata;
- per i passi bisogna intervenire preferibilmente sul pavimento superiore;
- per rumori aerei dal piano superiore può essere utile un controsoffitto acustico;
- per vibrazioni e impianti conviene agire sulla sorgente;
- per rumori dal vano scala bisogna controllare la porta d’ingresso;
- per traffico e rumori esterni bisogna verificare serramenti, cassonetti e facciata;
- per musica a bassa frequenza servono massa, separazione e interventi più importanti.
Negli appartamenti, soprattutto negli edifici meno recenti, i rumori possono percorrere solai, murature e cavedi in modo poco intuitivo. Un sopralluogo tecnico permette di evitare interventi scelti a caso e di concentrare il budget sui punti realmente deboli.
