Dal 2027 le detrazioni per ristrutturare casa non scompariranno, ma diventeranno meno generose. In base alla normativa oggi vigente, il Bonus ristrutturazioni, l’Ecobonus e il Sismabonus scenderanno al 36% per l’abitazione principale e al 30% negli altri casi.
La riduzione è già prevista dalla legge. Tuttavia, poiché la Legge di Bilancio 2027 sarà approvata soltanto alla fine del 2026, aliquote e scadenze potrebbero essere nuovamente modificate.
Vediamo quindi cosa cambia davvero, quali agevolazioni resteranno disponibili e quando può avere senso anticipare una parte delle spese.
Articolo aggiornato al 4 settembre 2026.
Bonus edilizi 2027: il quadro sintetico
| Agevolazione | Spese sostenute nel 2026 | Spese sostenute nel 2027 |
|---|---|---|
| Bonus ristrutturazioni – abitazione principale | 50% | 36% |
| Bonus ristrutturazioni – altri immobili | 36% | 30% |
| Ecobonus – abitazione principale | 50% | 36% |
| Ecobonus – altri immobili | 36% | 30% |
| Sismabonus – abitazione principale | 50% | 36% |
| Sismabonus – altri immobili | 36% | 30% |
| Bonus mobili | 50%, limite di spesa 5.000 euro | Non previsto, salvo proroga |
| Bonus barriere architettoniche del 75% | Non previsto | Non previsto |
| Superbonus | Solo situazioni residue già avviate | Non previsto come agevolazione ordinaria |
Le aliquote 2027 derivano dalle modifiche introdotte dalla Legge 30 dicembre 2025, n. 199, cioè la Legge di Bilancio 2026.
Bonus ristrutturazioni 2027: detrazione al 36% o al 30%
Il Bonus ristrutturazioni resterà il principale incentivo per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio.
Per le spese pagate nel 2027 saranno previste due aliquote:
- 36% se i lavori riguardano l’abitazione principale e la spesa è sostenuta dal proprietario o dal titolare di un diritto reale di godimento;
- 30% negli altri casi, come seconde case, immobili locati o spese sostenute da soggetti che non possiedono i requisiti per l’aliquota maggiorata.
Il limite massimo resterà, in base alle regole attualmente vigenti, pari a 96.000 euro per unità immobiliare. La detrazione dovrà essere suddivisa in dieci quote annuali di pari importo.
Tra gli interventi che possono rientrare nell’agevolazione troviamo, a seconda del tipo di immobile e della pratica edilizia:
- manutenzione straordinaria;
- ristrutturazione edilizia;
- rifacimento degli impianti;
- realizzazione o ristrutturazione dei servizi igienici;
- modifica della distribuzione interna;
- interventi sulle parti comuni condominiali;
- opere per la sicurezza dell’immobile;
- eliminazione delle barriere architettoniche.
Non basta però che il lavoro sia genericamente definito “ristrutturazione”. La possibilità di ottenere la detrazione dipende dalla corretta classificazione dell’intervento, dal titolo edilizio necessario e dalla documentazione conservata.
Abitazione principale e prima casa non sono la stessa cosa
Quando si parla di aliquota maggiorata viene spesso utilizzata l’espressione “bonus prima casa”. Tecnicamente, però, la norma fa riferimento all’abitazione principale.
Per ottenere il 36% nel 2027 devono essere rispettate entrambe le condizioni:
- la spesa deve essere sostenuta dal proprietario o dal titolare di un diritto reale sull’immobile;
- l’unità immobiliare deve essere adibita ad abitazione principale.
Non è quindi sufficiente che si tratti dell’unica casa posseduta o di un immobile acquistato con le agevolazioni “prima casa”.
Anche un familiare convivente, un inquilino o un comodatario possono, in determinate condizioni, accedere al Bonus ristrutturazioni, ma non necessariamente all’aliquota maggiorata riservata al proprietario o al titolare di un diritto reale.
Su questi requisiti è opportuno effettuare una verifica specifica prima di programmare i pagamenti.
Un esempio: quanto si perde rinviando la spesa al 2027?
Consideriamo una ristrutturazione da 60.000 euro.
Lavori sull’abitazione principale
Se la spesa viene sostenuta nel 2026:
- detrazione del 50%;
- beneficio fiscale complessivo: 30.000 euro;
- quota annuale: 3.000 euro per dieci anni.
Se la stessa spesa viene sostenuta nel 2027:
- detrazione del 36%;
- beneficio fiscale complessivo: 21.600 euro;
- quota annuale: 2.160 euro per dieci anni.
La differenza teorica è quindi di 8.400 euro.
Lavori su una seconda casa
Nel 2026 la detrazione sarebbe pari al 36%, cioè 21.600 euro.
Nel 2027 scenderebbe al 30%, cioè 18.000 euro.
In questo caso la differenza sarebbe di 3.600 euro.
Si tratta di importi teorici: il recupero effettivo dipende anche dalla capienza fiscale del contribuente e dagli eventuali limiti applicabili alle detrazioni complessive.
Ecobonus 2027: aliquote ridotte anche per il risparmio energetico
La stessa riduzione riguarderà gli interventi di efficientamento energetico.
Nel 2027 l’Ecobonus sarà riconosciuto nella misura del:
- 36% per l’abitazione principale;
- 30% per gli altri immobili.
Potranno rientrare nell’agevolazione, nel rispetto dei requisiti tecnici previsti:
- sostituzione degli infissi;
- isolamento termico delle strutture;
- installazione di pompe di calore;
- schermature solari;
- sistemi di regolazione e controllo;
- interventi sull’impianto di riscaldamento.
I limiti di spesa o di detrazione cambiano in base all’intervento. Restano inoltre escluse dall’Ecobonus le sostituzioni con caldaie uniche alimentate esclusivamente da combustibili fossili.
Per diversi lavori energetici è necessario trasmettere la comunicazione all’ENEA entro i termini previsti. I requisiti tecnici devono quindi essere verificati prima dell’acquisto dei materiali e non quando il cantiere è ormai concluso.
Le regole aggiornate sono consultabili nella sezione dell’Agenzia delle Entrate dedicata al risparmio energetico.
Sismabonus 2027: resta, ma con percentuali più basse
Anche il Sismabonus seguirà la struttura del 36% per l’abitazione principale e del 30% per gli altri immobili.
Il limite di riferimento resta pari a 96.000 euro per unità immobiliare, ma l’accesso all’agevolazione richiede adempimenti tecnici più articolati rispetto a una normale ristrutturazione.
In particolare, devono essere verificati:
- la classificazione sismica del Comune;
- il tipo di intervento strutturale;
- il titolo edilizio;
- le asseverazioni richieste;
- il rispetto delle tempistiche di deposito della documentazione.
Un’asseverazione presentata in ritardo può compromettere l’agevolazione. Per questo motivo il Sismabonus deve essere valutato già durante la progettazione dell’intervento.
Bonus mobili: al momento termina nel 2026
Il Bonus mobili è stato prorogato per gli acquisti effettuati entro il 31 dicembre 2026.
L’agevolazione permette di detrarre il 50% delle spese per mobili e grandi elettrodomestici destinati a un immobile oggetto di ristrutturazione, su un importo massimo di 5.000 euro.
Per il 2027, al momento, non è prevista una proroga. Senza un nuovo intervento legislativo, gli acquisti effettuati dal 1° gennaio 2027 non potranno beneficiare del bonus.
Le condizioni sono riepilogate nella pagina ufficiale dell’Agenzia delle Entrate sul Bonus mobili.
Che cosa succede al Bonus barriere architettoniche?
La detrazione specifica del 75% per il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche non è prevista per le spese sostenute nel 2027.
Questo non significa che gli interventi diventino completamente non detraibili. Ascensori, servoscala, rampe e opere di adeguamento possono, quando ne ricorrono le condizioni, rientrare nel Bonus ristrutturazioni con le aliquote ordinarie del 36% o del 30%.
Occorre però verificare il rispetto dei requisiti tecnici, comprese le prescrizioni del D.M. 236/1989. La semplice sostituzione di un impianto o l’esecuzione di un’opera genericamente utile a una persona con mobilità ridotta non garantisce automaticamente la detrazione.
Conviene anticipare i lavori al 2026?
Dal solo punto di vista fiscale, sostenere una spesa nel 2026 può essere più conveniente, soprattutto per l’abitazione principale: la differenza tra il 50% e il 36% è significativa.
Anticipare un cantiere soltanto per “prendere il bonus”, però, può essere controproducente se mancano:
- un progetto definito;
- la verifica della regolarità urbanistica;
- un computo metrico attendibile;
- imprese realmente disponibili;
- il titolo edilizio corretto;
- la liquidità necessaria;
- una programmazione realistica dei pagamenti.
Per le persone fisiche, in linea generale, conta l’anno nel quale viene effettuato il pagamento. Non basta quindi ricevere una fattura entro dicembre: il pagamento deve essere eseguito correttamente, normalmente mediante bonifico parlante, entro la fine dell’anno per beneficiare dell’aliquota relativa a quell’anno.
Meglio un intervento ben progettato nel 2027 che un cantiere improvvisato nel dicembre 2026. Quando però progetto, autorizzazioni e impresa sono già pronti, programmare correttamente i pagamenti può produrre un vantaggio fiscale concreto.
Attenzione alla capienza fiscale e ai limiti per i redditi più elevati
La percentuale indicata dalla legge rappresenta la detrazione teorica. Per recuperarla è necessario avere un’imposta Irpef sufficiente ad assorbire ogni rata annuale.
Inoltre, per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro, l’articolo 16-ter del TUIR prevede un limite alle spese complessivamente detraibili, calcolato anche in funzione della situazione familiare.
Prima di utilizzare il bonus come elemento decisivo del piano economico è quindi consigliabile confrontarsi con il proprio commercialista.
I controlli da fare prima di iniziare
Prima di aprire un cantiere e programmare i pagamenti conviene verificare:
- la conformità urbanistica e lo stato legittimo dell’immobile;
- la corretta classificazione dei lavori;
- il titolo edilizio eventualmente necessario;
- il soggetto che sosterrà le spese;
- la destinazione dell’immobile ad abitazione principale;
- il limite di spesa ancora disponibile;
- la capienza fiscale del beneficiario;
- il tipo di pagamento richiesto;
- gli eventuali adempimenti ENEA;
- fatture, bonifici, asseverazioni e documenti da conservare.
Il bonus fiscale arriva alla fine di un percorso tecnico e amministrativo corretto. Non può correggere una pratica edilizia incompleta o un intervento non conforme.
Bonus edilizi 2027: conclusioni
Se non interverranno ulteriori proroghe, il 2027 segnerà una riduzione generalizzata delle detrazioni edilizie:
- 36% per l’abitazione principale;
- 30% per seconde case e altri immobili;
- mancata conferma del Bonus mobili;
- nessun ritorno del Superbonus o del Bonus barriere al 75% come agevolazioni ordinarie.
Per chi sta valutando una ristrutturazione a Cuneo o in provincia, questo è il momento giusto per verificare lo stato dell’immobile, definire il progetto e confrontare con dati reali i possibili scenari 2026 e 2027.
Una verifica tecnica preliminare permette di capire quali lavori sono realmente agevolabili, quali pratiche servono e se anticipare una parte delle spese può portare un vantaggio concreto.
Fonti normative e ufficiali
- Legge 30 dicembre 2025, n. 199 – Legge di Bilancio 2026
- Guida dell’Agenzia delle Entrate alle ristrutturazioni edilizie
- Agenzia delle Entrate – agevolazioni per il risparmio energetico
- Agenzia delle Entrate – Bonus mobili
- Agenzia delle Entrate – eliminazione delle barriere architettoniche
- Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 8/E del 19 giugno 2025
