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Cambio caldaia: le valvole termostatiche sono obbligatorie nel 2026?

Dal 2026 le valvole termostatiche sono obbligatorie per alcuni impianti incentivati. Vediamo quando servono, le eccezioni e i costi a Cuneo.

Chi cambia la caldaia deve obbligatoriamente installare le valvole termostatiche su tutti i radiatori?

La risposta corretta è: non sempre.

Nel 2026 sono entrati in vigore nuovi requisiti per gli impianti a fonti rinnovabili che accedono a incentivi pubblici. In presenza di radiatori, le valvole termostatiche diventano normalmente necessarie quando si installano impianti incentivati come:

  • pompe di calore;
  • sistemi ibridi;
  • generatori a biomassa;
  • impianti solari termici utilizzati anche per una parte del riscaldamento.

La norma non afferma invece che le termovalvole siano automaticamente obbligatorie per qualsiasi sostituzione di una caldaia, indipendentemente dal tipo di generatore, dall’impianto e dall’eventuale incentivo richiesto.

È una distinzione importante: prima di ordinare il nuovo generatore bisogna verificare insieme tecnologia, terminali, sistema di regolazione e requisiti dell’agevolazione.

Cosa è cambiato nel 2026

Il D.Lgs. 9 gennaio 2026, n. 5, che recepisce la direttiva europea RED III, ha modificato l’Allegato IV del D.Lgs. 199/2021 relativo ai requisiti minimi degli impianti a fonti rinnovabili.

La nuova Sezione B riguarda gli impianti che accedono a incentivi e richiede, per determinati interventi, l’installazione di:

valvole termostatiche a bassa inerzia termica oppure altri sistemi di regolazione modulante che agiscono sulla portata.

La regolazione deve essere presente su tutti i corpi scaldanti, salvo le eccezioni espressamente previste.

L’obiettivo è semplice: evitare che un generatore efficiente lavori in un impianto privo della possibilità di regolare correttamente la temperatura dei singoli ambienti.

Attenzione alla data del 3 agosto 2026

Su questo punto è facile trovare informazioni poco chiare.

Il D.Lgs. 5/2026 è entrato in vigore il 4 febbraio 2026. ENEA ha aggiornato i portali Ecobonus e Bonus Casa alle nuove disposizioni e consente l’invio delle schede relative agli interventi con data di inizio lavori dal 4 febbraio 2026.

Il 3 agosto 2026, cioè dopo 180 giorni, assume invece particolare rilievo per le modifiche dell’Allegato III: da quella data si amplia il campo di applicazione degli obblighi di integrazione delle fonti rinnovabili per le richieste di titolo edilizio relative a nuove costruzioni, ristrutturazioni importanti e ristrutturazioni dell’impianto termico.

Per questo è più corretto evitare la formula generica “termovalvole obbligatorie con il cambio caldaia dal 3 agosto”. Si stanno sovrapponendo due temi collegati, ma diversi:

  1. i requisiti degli impianti incentivati, disciplinati dall’Allegato IV;
  2. le quote obbligatorie di energia rinnovabile negli edifici, disciplinate dall’Allegato III e applicate ai titoli edilizi presentati dopo il periodo transitorio.

In quali casi servono le valvole termostatiche?

La tabella seguente riassume le situazioni più comuni.

InterventoTermovalvole richieste dalla nuova regola sugli incentivi?
Pompa di calore incentivata collegata a radiatori, salvo le eccezioni previste
Sistema ibrido incentivato, composto da pompa di calore e caldaia, salvo le eccezioni previste
Caldaia o generatore a biomassa incentivato, salvo le eccezioni previste
Solare termico che copre parzialmente anche il riscaldamento, sui corpi scaldanti interessati, salvo eccezioni
Impianto progettato e realizzato con temperatura media del fluido inferiore a 45 °CEscluso dall’obbligo specifico dell’Allegato IV
Locale già dotato di centralina con dispositivi modulanti per la regolazione automatica della temperaturaLa termovalvola può essere omessa in quel locale, alle condizioni previste
Installazione tecnicamente non fattibile nel caso specificoPossibile esclusione, ma la non fattibilità deve essere dimostrata inequivocabilmente
Semplice sostituzione con caldaia a gas non incentivataNon scatta automaticamente per questa norma; restano da verificare gli altri requisiti energetici e impiantistici
Condominio con riscaldamento centralizzatoRimangono gli obblighi di termoregolazione e contabilizzazione già previsti dalla normativa precedente

La presenza di un incentivo è quindi decisiva per l’applicazione della Sezione B dell’Allegato IV. Questo non significa che, fuori dagli incentivi, si possa ignorare ogni sistema di regolazione: il progetto deve comunque rispettare le altre disposizioni nazionali e regionali applicabili all’intervento.

Cosa si intende per valvola termostatica?

La valvola termostatica regola automaticamente la quantità di acqua calda che attraversa il radiatore in base alla temperatura dell’ambiente.

Non funziona come una semplice valvola manuale aperta o chiusa. Quando la stanza raggiunge la temperatura impostata, la testa termostatica riduce la portata; quando la temperatura diminuisce, la valvola torna ad aprirsi.

Questo permette, per esempio, di:

  • mantenere più fresco un corridoio rispetto al soggiorno;
  • ridurre il calore nelle camere durante il giorno;
  • sfruttare gli apporti gratuiti del sole o degli elettrodomestici;
  • evitare che alcune stanze si surriscaldino mentre altre rimangono fredde;
  • migliorare il funzionamento del generatore a condensazione o della pompa di calore.

La norma richiede valvole a bassa inerzia termica o sistemi equivalenti di tipo modulante. Non è quindi sufficiente che sul termosifone sia presente una vecchia manopola manuale.

Devo installarle su tutti i radiatori?

In linea generale sì: la disposizione parla di tutti i corpi scaldanti.

Esistono però tre eccezioni.

1. Impossibilità tecnica

La valvola può essere esclusa nei locali in cui l’installazione o l’utilizzo di un altro dispositivo modulante sulla portata sia dimostrato inequivocabilmente non fattibile.

Non basta affermare che il radiatore è vecchio o che il lavoro è scomodo. Occorre analizzare l’impianto e documentare il problema tecnico.

Possono richiedere una valutazione specifica, per esempio:

  • vecchi impianti monotubo;
  • reti con circolazione naturale;
  • terminali o attacchi particolari;
  • impianti nei quali la chiusura contemporanea delle valvole potrebbe compromettere la portata minima del generatore;
  • corpi scaldanti inseriti in copritermosifoni che falsano la misura della temperatura.

Spesso il problema non rende impossibile l’intervento, ma richiede valvole adatte, sensori remoti, bypass, regolazione della pompa o bilanciamento idraulico.

2. Regolazione modulante già presente nel locale

La termovalvola può essere omessa nel locale in cui è installata una centralina con dispositivi modulanti che regolano automaticamente la temperatura ambiente.

È il caso tipico del locale in cui si trova il termostato modulante principale, purché il sistema soddisfi effettivamente le condizioni tecniche richieste. La presenza di un semplice termostato acceso/spento non deve essere considerata automaticamente equivalente.

Se la centralina comanda anche altri locali, l’esclusione riguarda soltanto i terminali presenti nel locale in cui la centralina misura e regola la temperatura.

3. Impianti a temperatura media inferiore a 45 °C

Sono esclusi gli impianti di climatizzazione invernale progettati e realizzati con temperatura media del fluido termovettore inferiore a 45 °C.

Questa condizione ricorre frequentemente negli impianti radianti a pavimento, che utilizzano acqua a bassa temperatura e dispongono di una regolazione per circuiti o per zone. Può riguardare anche impianti con radiatori sovradimensionati o terminali specifici, ma la temperatura di progetto deve risultare dalla documentazione tecnica: non basta abbassare la mandata dopo i lavori.

E se sostituisco soltanto una normale caldaia a gas?

La nuova disposizione dell’Allegato IV riguarda gli impianti a fonti rinnovabili che accedono agli incentivi e cita pompe di calore, biomassa, sistemi ibridi e solare termico.

Una caldaia a gas installata da sola non rientra automaticamente in questo specifico elenco. Non è quindi corretto sostenere che ogni proprietario che cambia una caldaia a gas nel 2026 debba, per questa sola norma, sostituire tutte le valvole dei radiatori.

Bisogna però verificare separatamente:

  • requisiti minimi di prestazione energetica applicabili;
  • eventuale sistema di regolazione richiesto dal nuovo generatore;
  • disciplina regionale;
  • presenza di un impianto autonomo o centralizzato;
  • condizioni dell’eventuale agevolazione fiscale;
  • progetto e dichiarazione di conformità dell’impianto.

Inoltre, le caldaie alimentate esclusivamente da combustibili fossili hanno subito negli ultimi anni una forte riduzione delle possibilità di incentivo. Anche per questo, prima della sostituzione, conviene confrontare almeno caldaia, sistema ibrido e pompa di calore.

Cosa cambia nei condomìni?

Nei condomìni con riscaldamento centralizzato le termovalvole non sono una novità del 2026.

La termoregolazione e la contabilizzazione individuale del calore sono obbligatorie da anni, salvo i casi di impossibilità tecnica o di inefficienza economica previsti dalla relativa disciplina. La Regione Piemonte ricorda che, per gli impianti centralizzati, valvole termostatiche e ripartitori sono obbligatori dal 30 giugno 2017.

Il nuovo requisito sugli impianti incentivati si aggiunge quindi a un quadro già esistente e non sostituisce gli obblighi condominiali.

Se si interviene sulla centrale termica di un condominio a Cuneo, è opportuno controllare:

  • presenza e funzionamento delle valvole in ogni unità immobiliare;
  • corretta lettura dei ripartitori;
  • bilanciamento delle colonne;
  • regolazione climatica della centrale;
  • portata minima richiesta dal nuovo generatore;
  • eventuale sostituzione delle pompe con circolatori elettronici;
  • criteri di ripartizione delle spese.

Installare un generatore moderno senza verificare il resto dell’impianto può produrre rumori, radiatori che non scaldano e frequenti accensioni e spegnimenti.

Termovalvole e pompa di calore: sono sempre una buona combinazione?

Le valvole aiutano a regolare le singole stanze, ma il loro funzionamento deve essere coordinato con la pompa di calore.

Una pompa di calore lavora meglio con:

  • temperature di mandata contenute;
  • portata d’acqua sufficientemente stabile;
  • lunghi periodi di funzionamento;
  • pochi cicli di accensione e spegnimento;
  • curva climatica correttamente impostata.

Se tutte le termovalvole chiudono contemporaneamente, la portata può diminuire troppo. Il progetto può quindi richiedere un volume minimo d’acqua, un separatore idraulico, un accumulo inerziale, un bypass differenziale o una diversa logica di regolazione.

Le valvole non devono essere aggiunte come un accessorio isolato: fanno parte del progetto complessivo del sistema.

Serve il bilanciamento dell’impianto?

Molto spesso sì.

Dopo l’installazione delle termovalvole bisogna fare in modo che ogni radiatore riceva la portata corretta. Senza bilanciamento, i terminali vicini alla caldaia possono ricevere troppa acqua mentre quelli più lontani faticano a scaldarsi.

Un intervento eseguito correttamente comprende almeno:

  1. verifica dello schema dell’impianto;
  2. controllo della potenza dei radiatori e delle temperature di progetto;
  3. scelta delle valvole e delle teste termostatiche;
  4. preregolazione delle portate, quando possibile;
  5. controllo o adeguamento del circolatore;
  6. impostazione della curva climatica e della regolazione;
  7. prova finale con tutti i terminali in funzione.

Quanto costa installare le valvole termostatiche nel 2026?

I costi dipendono dal tipo di radiatore, dalla compatibilità delle valvole esistenti e dalla necessità di svuotare e riequilibrare l’impianto.

Come ordine di grandezza:

InterventoCosto indicativo 2026
Sola testa termostatica meccanica su corpo valvola compatibile30–70 € per radiatore
Sostituzione del corpo valvola e installazione della testa termostatica80–150 € per radiatore
Testa elettronica o sistema con controllo connesso80–200 € per radiatore
Appartamento con 7–8 radiatori, valvole complete e regolazione di base700–1.300 € circa

Possono aggiungersi:

  • svuotamento e riempimento dell’impianto;
  • lavaggio della rete;
  • sostituzione del circolatore;
  • installazione di bypass o separatore idraulico;
  • bilanciamento delle colonne condominiali;
  • opere per radiatori con attacchi non standard;
  • progettazione e documentazione tecnica.

Prima di confrontare due preventivi bisogna quindi verificare se comprendono soltanto le teste oppure anche corpi valvola, detentori, manodopera, bilanciamento e messa in servizio.

Le termovalvole fanno davvero risparmiare?

Possono ridurre gli sprechi, ma non esiste una percentuale valida per tutte le abitazioni.

Il vantaggio è maggiore quando:

  • alcune stanze sono normalmente surriscaldate;
  • la casa riceve molto sole durante il giorno;
  • camere e locali di servizio possono essere mantenuti a temperatura più bassa;
  • l’impianto è stato bilanciato correttamente;
  • il generatore modula e utilizza una buona regolazione climatica.

Il risparmio può essere modesto se la temperatura era già controllata bene oppure se il proprietario imposta tutte le valvole al massimo. La termovalvola non produce energia: evita di inviare altro calore a una stanza che ne ha già abbastanza.

Cosa deve controllare il tecnico prima dei lavori?

Prima di sostituire il generatore è utile seguire questa sequenza:

1. Definire l’intervento e l’incentivo

Bisogna stabilire se si installerà una pompa di calore, un sistema ibrido, un generatore a biomassa o un’altra soluzione e quale agevolazione si intende utilizzare.

2. Rilevare l’impianto esistente

Si verificano schema della distribuzione, numero e potenza dei radiatori, valvole presenti, circolatore, temperature di funzionamento e regolazione attuale.

3. Controllare la compatibilità con il nuovo generatore

Una pompa di calore non deve essere scelta soltanto in base ai metri quadrati della casa. Occorre stimare le dispersioni, verificare la potenza dei terminali alle nuove temperature e controllare le portate.

4. Individuare eventuali eccezioni

Se le valvole non sono tecnicamente installabili, se esiste una regolazione modulante equivalente o se l’impianto lavora sotto i 45 °C, la situazione deve risultare dal progetto e dalla documentazione dell’intervento.

5. Coordinare installazione e pratica

Preventivo, dichiarazione di conformità, libretto d’impianto, pratica regionale, comunicazione ENEA o domanda al GSE devono descrivere lo stesso sistema realmente installato.

Domande frequenti

Ho già delle valvole manuali: vanno bene?

No. Una normale manopola manuale non regola automaticamente la portata in base alla temperatura della stanza. Occorre una valvola termostatica a bassa inerzia o un sistema modulante equivalente.

Le valvole elettroniche sono obbligatorie?

No. Possono essere sufficienti le tradizionali teste termostatiche meccaniche, purché abbiano le caratteristiche richieste e siano adatte all’impianto. I modelli elettronici aggiungono programmazione e controllo remoto, ma non sono sempre necessari.

Il termoarredo del bagno deve avere la termovalvola?

Se è un corpo scaldante alimentato dall’impianto, in linea generale rientra nell’obbligo. Occorre verificare se il locale ricade in una delle eccezioni e se il radiatore svolge anche una funzione necessaria per garantire la portata minima.

Con il riscaldamento a pavimento devo installare le termovalvole?

Non sui radiatori, perché non ci sono. L’impianto radiante deve avere la propria regolazione per zone o circuiti e, normalmente, lavora con temperatura media del fluido inferiore a 45 °C, condizione espressamente esclusa dall’obbligo specifico.

Posso evitare le termovalvole perché costano troppo?

La nuova disposizione non prevede una generica esclusione per convenienza economica. Per i corpi scaldanti indica l’impossibilità tecnica, la presenza di una regolazione modulante equivalente nel locale oppure il funzionamento dell’impianto sotto i 45 °C.

Chi deve certificare l’impossibilità tecnica?

La valutazione deve essere svolta e documentata da un tecnico competente nell’ambito della progettazione e della pratica necessaria per l’incentivo. Non è sufficiente una dichiarazione informale dell’installatore o del proprietario.

Se non chiedo incentivi, posso ignorare la termoregolazione?

No. Semplicemente non si applica la specifica Sezione B dedicata agli impianti incentivati. Restano validi gli altri requisiti energetici, impiantistici e regionali, che devono essere verificati in funzione del lavoro eseguito.

Conclusione

Nel 2026 le valvole termostatiche assumono un ruolo ancora più importante, ma il messaggio corretto non è “cambio caldaia uguale termovalvole obbligatorie”.

Il nuovo obbligo riguarda soprattutto gli impianti a fonti rinnovabili che accedono agli incentivi e deve essere letto insieme alle eccezioni, alle regole generali sugli impianti e agli obblighi già esistenti nei condomìni.

Prima di scegliere il nuovo generatore conviene quindi controllare l’intero sistema: radiatori, temperature, portate, regolazione e incentivo. Questa verifica evita di acquistare una macchina non adatta, perdere l’agevolazione o scoprire soltanto a lavori iniziati che occorrono ulteriori interventi.

Devi sostituire la caldaia o installare una pompa di calore a Cuneo?

Un professionista può aiutarti a può valutare il fabbisogno dell’edificio, verificare la compatibilità dei radiatori, confrontare caldaia, sistema ibrido e pompa di calore e predisporre la documentazione tecnica necessaria.

Nel clima di Cuneo, la scelta non dovrebbe dipendere soltanto dal prezzo del generatore: temperature di progetto, isolamento della casa, potenza dei terminali e regolazione incidono direttamente su consumi e comfort.


Fonti normative e tecniche

Articolo divulgativo aggiornato ad agosto 2026. Le condizioni applicabili dipendono dalla data di avvio dell’intervento, dal tipo di impianto, dall’incentivo richiesto e dalle disposizioni regionali vigenti. Il testo non sostituisce la verifica tecnica del singolo caso.

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